Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post

martedì 30 dicembre 2008

Una parola all'anno...

Ciao a tutti!
Rimpinzato da questi giorni di pranzi, cene e colazioni, con un esubero di carboidrati localizzatosi sulla mia panza che mai conobbe la gioia dell’addominale scolpito, torno qui a scrivere. Spero che abbiate passato un bel Natale, il più indolore possibile (il Natale sa essere una spina nel fianco, ne converrete). Io diciamo di si, anche se a Santo Stefano nel pomeriggio, alla settantunesima volta che sentivo urlare “quaternaaa” l’idea del suicidio mi è balenata, non lo nascondo, ma ho resistito :)
Questi sono i giorni della decompressione, del respiro ancora non rilassato, dei pensieri e delle riflessioni. Delle rabbie da smaltire (perché sarebbe un peccato portarsele dietro nel nuovo anno), dell’archiviazione di successi e delusioni. I giorni in cui si fa pulizia, perché il Nuovo non si trovi, facendosi avanti, a inciampare nel Vecchio.


Ma sono anche giorni in cui il sole sorride, come stamattina, mentre ascolto “Round Here” dei Counting Crows, e mi fa venire voglia di pensare a quale potrà essere la parola d’ordine del 2009. Quella parola da scrivere sulla prima pagina della mia Moleskine e da tenere a mente. Una parola come un progetto, un modo di affrontare le cose, uno status quo ma anche un concetto in evoluzione, in divenire.
E così un anno fa scrissi la parola “Affermazione”. Posso dire sorridendo di averlo vissuto quest’anno che sta finendo senza deludere quella parola. Parola che non era intesa tanto nel senso (svilito) che le si da in televisione, dove diventa sinonimo di fama e popolarità. "Affermare" significava per me principalmente dire “questo sono io”. Questo posso fare, sono in grado di fare, sono pronto a fare. E a essere.
Sono in cerca della nuova parola per il 2009. Pensavo a “Costruzione” , ma sono aperto a suggerimenti. Stamattina c’è un sole che ti apre a tutti i suggerimenti del mondo. :)
Un buon 2009 a tutti!

Foto di Pierpaolo Redondo (www.archivioredondo.eu)

mercoledì 27 agosto 2008

Relatività

Avere un anno di più dopotutto non pesa.
O almeno pesa meno di quanto pesano sul mio stomaco due cene al giapponese due sere di fila.
Ho un anno di più. E qualcosa in meno tuuu, dicevano Mogol e Battisti.
E vabbè. Cantiamo.

domenica 3 agosto 2008

525600 minuti....

Il 31 luglio scorso di un anno esatto fa ho aperto questo blog.
Uhm, però. Un anno.
Sono soddisfatto. Di quest'anno e del blog.
E Holden Caulfield? Continua il viaggio, sempre.


Grazie a chi legge, guarda, ascolta, e commenta questo viaggio.

:)

domenica 27 luglio 2008

Meteoropatia inversa [intermezzo per archi]

Non sempre è l'umore a farsi condizionare dal tempo atmosferico.

A volte è il tempo atmosferico che sembra scegliere di cambiare apposta per peggiorare il nostro umore già a terra. E lo fa così, cinicamente e inequivocabilmente a buffo.

Ma ad ogni modo, era ieri.
Oggi per fortuna è tornato il sole. :)

lunedì 9 giugno 2008

Ferris è un eroe del nostro tempo...

...non c'è niente da fare :)
...quantunque la mia indole appare inevitabilente più vicina a quella dell'amico Cameron, nonostante mio padre non possegga una Ferrari. Per cui non resta che attendere il giorno più bello della mia vita... o cambiare un po' le cose, ma su questo ci stiamo lavorando :)


...il plurale maiestatis dell'ultima affermazione è preoccupante... *_*

domenica 4 maggio 2008

Saved.

Io credo che sia capitato a tutti prima o poi nella vita. Una volta, due, o innumerevoli volte.
Di trovarsi sul ciglio di un burrone, lì lì per cedere alla vertigine che spinge ad abbandonarsi. Di ritrovarsi un un non-luogo, dove non si riconosce un volto familiare tra i milioni che ci gravitano attorno. Di pensare di gettare la spugna e dare le speranze alle ortiche.
E proprio in quell’esatto momento, succede.
Succede che qualcosa, ma il più delle volte qualcuno, improvvisamente ci salva.
Ci afferra in un abbraccio e impedisce alla vertigine di avere la meglio.
Sbuca tra i mille volti informi e ci chiama per nome, sorridendo.
Ci fa tornare a sperare e a credere.
E siamo salvi.

Può essere una telefonata inaspettata, un messaggio, un segnale. Una visita, un incontro, una frase che leggiamo. Quasi sempre è una persona che ci salva. Consapevolmente o inconsapevolmente.
Nel nostro essere “persone” abbiamo un potere grande, divino: quello di poter salvare altre persone.
Forse in questo siamo parte di un disegno logico, di un immenso videogame, dove veniamo salvati e a nostra volta salviamo qualcun altro. E secondo le logiche di questo videogioco, non perdiamo solo quando nessuno ci salva, ma anche e soprattutto quando noi ci rifiutiamo di salvare pur sapendo di avere in mano questo potere.
Dico grazie a tutte le persone che consapevolmente o inconsapevolmente mi hanno salvato e continueranno a farlo. E’ tutto qui il succo di questo post.

E’ curioso che io faccia un discorso del genere su questo blog intitolato al Giovane Holden.
Mi sono ricordato che il titolo originale di questo romanzo è The Catcher in the Rye, e fa riferimento a qualcuno che salva la vita a un bambino, il quale giocando rischia di cadere in un dirupo.
E, acchiappandolo al volo, lo salva.
:)

sabato 3 maggio 2008

....come non averne nessuno.

"Vorrei vorrei vorrei vorrei
che vorrei?
...troppi desideri
che è come non averne nessuno."

venerdì 18 aprile 2008

Precisazione [per i giovani che guardano Amici]

Questo è un musical.
Questo NON LO E'.

No, tanto per non creare e alimentare nei giovani idee sbagliate e altamente fuorvianti.
Dovessero pensare che per fare musical basta canticchiare a tempo e buttare là qualche vocale aperta o chiusa a piacimento.
No ragazzi, sappiatelo.
MUSICAL VUOL DIRE ALTRO.

giovedì 10 aprile 2008

Tu chiamale se vuoi, Elezioni.

Ragazzi, domenica si vota. Ah ah.
Voi avete deciso che fare?
Io credo di si.

Ho intenzione di svegliarmi abbastanza tardi domenica mattina, è sempre un giorno di pausa dal tran tran settimanale no? E allora verso le 10.30 - 11.00 aprirò gli occhi. E mi stiracchierò. Non troppo però eh, perchè fare i pigroni a letto non giova alle energie! :) E quindi sù, in piedi a fare una bella doccia e poi a tavola per una sostanziosa colazione. Indugerò un po' tra i cereali e i plumcakes mentre su Sky l'emittente Vh1 mi regala bellissimi videoclip di tutti i tempi.
Mi verrà poi una bella idea, domenica: potrei farmi un giro a piedi per le vie del centro, Roma è così bella di mattina, ha una luce speciale nelle fresche mattine primaverili... Allora mi vestirò e via! Una bella passeggiata tra Piazza Navona, Campo De' Fiori, i Fori Imperiali.... Poi subito a casa, perchè il camminare mi avrà messo un certo appetito, e non potrò certo mancare l'appuntamento con il pranzo della domenica! Mi siederò a tavola e mi rifocillerò ben bene :)
A questo punto accenderò la tv... dai primi sondaggi la percentuale di elettori che hanno già espresso le proprie preferenze è di... Spegnerò la tv perchè improvvisamente mi sarà venuta un'altra idea geniale: perchè non contattare degli amici che non sento da una vita e prendere un bel caffè insieme? "Ciao, quanto tempo...eh si, tutto scorre, panta rei...un caffè?...dai, allora ci vediamo tra un'ora in Prati...". Dunque nel pomeriggio mi farò quattro risate con questi amici e parleremo un po' di come sono cambiate le nostre vite in questi ultimi mesi...i traguardi raggiunti, quelli mancati...le abitudini smesse, quelle nuove... Poi mentre loro andranno via io mi farò un altro giretto per le vie di Roma. In serata domenica mi arriverà il messaggio di un gruppo di altre persone che vanno al cinema e io mi unirò volentieri a loro, per vedere un bel film italiano, magari Virzì. A quel punto si saranno fatte le dieci e mezza di sera, e scatterà la proposta Pizza. Eh si, dopo il cinema non c'è niente di meglio che una bella pizza tra amici. E dopo aver finito di mangiare, mentre mi rimetto la giacca per tornare a casa, la televisione della pizzeria trasmetterà Porta a Porta Speciale Elezioni, e io penserò "Oh, ma io non ho votato.... mannaggia, mi è proprio passato di mente... uffa uffa... sai quando hai tanti impegni e le cose ti passano di mente?.... acciderbolina...". Vabbè, fa niente.

Ovviamente non sarà così, eh. Stavo scherzando.
Io non dirò mai e poi mai "acciderbolina". :)

domenica 30 marzo 2008

Aprile

Ciao a tutti!
Aprendo questa pagina stamattina ho notato che ultimamente avevo smesso di iniziare i miei post con un saluto.
Vengo da un periodo molto riflessivo per me, e il mio blog ne è stato lo specchio, con le parole rivolte quasi a me stesso, e i post sempre meno frequenti. La fase di riflessione e di messa in discussione non è ancora finita, ma la giornata di sole odierna sembra volermi suggerire qualcosa. Mi fa ben sperare, e non è cosa da poco.
A dispetto del titolo non siamo ancora in Aprile, ma io sto aspettando questo mese.
Aprile come "primavera". Aprile come nascita di qualcosa di nuovo, o come ri-nascita.
So che suona banale e vagamente nannimorettiano, ma è così.

Ieri pomeriggio mi trovavo a gironzolare per conto mio come non mi succedeva da un po', visto che da gennaio i miei spostamenti sono stati per lo più subordinati ai miei impegni lavorativi.
Gironzolavo e pensavo.

La mia testa in queste occasioni assume le sembianze e i comportamenti di una lavatrice: il rimuginare fa sì che i pensieri si intreccino, stingano come i panni delicati, ne escano anche malridotti ma inevitabilmente più chiari e puliti.

E perdendomi tra strade, vetrine, automobili, alcune cose mi sono apparse improvvisamente chiare:
- la vita ha un modo tutto suo e tutt'altro che delicato per suggerirti che hai fatto un errore di valutazione;
- c'è chi riesce sempre e comunque a cadere in piedi in ogni situazione, e se uno è uno stronzo è più facile che ci riesca (sarà per la forma cilindrica);
- ci sono cose che la mia indole non mi permetterà mai di fare, ad esempio il camminare lentamente su un marciapiede senza sbraitare perchè la gente va piano;
- c'è chi riesce a credere più alle proprie bugie ridicole che alla verità più palese, e con queste persone gettare la spugna è l'unico modo per non uscirne sconfitto;
- è inutile che ti vendano una maglietta di taglia M se poi la mettono in esposizione su una stampella che ne slabbra il colletto fino a farci passare tutte e due le spalle;
- c'è un altro modo per raggiungere i propri obiettivi: un altro modo per perseguirli e un altro modo di comportarsi. E ci voglio ancora credere in questo.

Aspetto Aprile. Mi piace questa frase. Due parole che iniziano per A, la prima lettera. L'inizio dell'alfabeto.
Si, l'inizio.
:)

mercoledì 26 marzo 2008

Creating circles

Il pensiero
a turbare la calma della superficie,
a creare cerchi piccoli e poi più grandi,
a calpestare l'immobile e l'immutabile,
quasi a volermi ricordare
coi suoi modi bruschi e necessari
che sono vivo.

lunedì 3 marzo 2008

La soluzione di continuità

Dovrà pur esserci. Dovrà arrivare.
Ad interrompere la ciclicità di certi pensieri, la ripetitività di certe situazioni.
Dovrà farsi vedere prima o poi, il punto che si possa chiamare “fine” così come “inizio”, e che calzi alla perfezione entrambe le definizioni.
Dovrà farsi prendere, prima o poi, il respiro che spezza la corsa.
La rottura del meccanismo viziato, la sospensione.
Il salto. La crescita. Finalmente.
Dovrà apparire, prima o poi, chiara alla vista. La soluzione.

domenica 6 gennaio 2008

La befana e il Grinch

Epifania, tutte le feste si porta via.
Meno male.
Mia sorella mi chiama "il Grinch", per la mia manifesta insofferenza verso le vacanze di Natale. Con questo non voglio dire che io odi il Natale, sia ben chiaro. Anzi, un bel Natale d'atmosfera come Cristo (per l'appunto) comanda non lo disdegno affatto.
E' l'inattività che mi piomba addosso in concomitanza con le vacanze che mi atterrisce.
Non facendo un lavoro quotidiano con orari d'ufficio (e per questo sia lodato il sopracitato Gesù) mi trovo ad avere un periodo libero da impegni che va dal 23 dicembre al 6 gennaio compreso.
So che molta gente mi insulterà e lancerà maledizioni a me e alla mia progenie per ciò che sto per dire, ma per me è un periodo troppo lungo. E la mia naturale pigrizia ne approfitta, con risultati disastrosi.
Anzi...quest'anno sono riuscito grazie al viaggio a Londra a sottrarmi per quattro cinque giorni al baratro dell'ozio, altrimenti a quest'ora l'insofferenza mi avrebbe divorato, e mi sarei trovato a dovermi inventare chissà quale diversivo. Anche illegale.
Mi avreste ripescato a Tijuana ubriaco come una cucuzza. O mi avreste trovato attaccato per i denti a una giostra dei calcinculo, a fare tipo Scommettiamo Che. O addirittura sarei finito a guardare una puntata di Uomini e Donne. No vabbè non esageriamo.
Ma per fortuna anche quest'anno sono sopravvissuto.
Per me la Befana non porta le caramelle o il carbone: porta la fine dell'ozio.
Il crollo dell'alibi della mia pigrizia.
Quindi eccoci qua, si ricomincia.

.....da domani però eh. Oggi lasciatemi poltrire.
:)

domenica 11 novembre 2007

Una top 5 dello strazio

Ciao a tutti!
E' domenica mattina, e come asserisce Baglioni "si è svegliato già il mercato".
Ma francamente di questo me ne infischio, anche perchè abito alquanto distante da Porta Portese e non ho soldi per far compere.
Vorrei invece salutare questo bel sole mattutino parlandovi del dolore.

Ma vi dico subito che non mi riferisco a casi particolarmente gravi, bensì alla dose di dolore che tutti nascondiamo dentro. E che ci è stato "gentilmente" regalato da esperienze passate, da abbandoni, perdite, sensi di colpa, eventi che sono sfuggiti al nostro controllo e alla nostra comprensione. Quel bagaglio di dolore che per alcuni ha le dimensioni di un portamonete, e trova un comodo alloggio in qualsiasi tasca interna, senza dare nell'occhio. Ma che diventa senz'altro più complicato nascondere quando ha la portata di un trolley o di una Roncato Sfera. Ma ci si riesce spesso anche in quel caso, con vari stratagemmi.
Questo bagaglio di dolore viaggia con noi, e se lo portiamo a mano il suo peso lo avvertiamo costantemente. Tanto che ci dobbiamo fermare quando lo sentiamo troppo pesante, cambiare mano per dare sollievo ai polpastrelli addormentati. O semplicemente dobbiamo abituarci.
Un altra alternativa è imbarcare il bagaglio. In quel caso non lo avremo con noi durante il viaggio, anche se ce lo ritroveremo inevitabilmente al nostro arrivo. (Si, perchè a differenza degli aeroporti in questo caso il bagaglio non viene MAI smarrito). Però almeno il viaggio sarà stato più leggero, senza il peso da portare, solamente col pensiero che di tanto in tanto ci torna sopra, quasi per inerzia.

Io non ho ben chiaro quale sia il mio comportamento con il mio bagaglio di dolore. (Ci tengo a dire, per tranquillizzare chi mi conosce, che il mio non arriva alle dimensioni di un trolley, ma è comunque un borsone. E in generale non dipende da questo: se non sei allenato anche uno zaino ti pesa.) Spesso cerco di esorcizzarlo, di conviverci. Spesso mi trovo ad imbarcarlo maldestramente, eludendo i controlli della dogana. Molto spesso avrei voglia di abbandonarlo e farlo esplodere, ma questa opzione non è contemplata. Forse perchè si tratta comunque di effetti personali. Dolorosi, ma sempre personali.
Credo che in questo sia molto importante scegliere di non viaggiare soli. Perchè anche confrontare il proprio dolore con quello degli altri aiuta a conviverci meglio, perfino a superarlo.
Vi lascio con una mia personale Top 5 dello strazio, cinque canzoni stracolme di tristezza tutte per voi. E poi ditemi che non vi voglio bene :)))
Alla prossima!






(Ok, quest'ultima era per sdrammatizzare :D )

lunedì 5 novembre 2007

Aforisma senza pretese

Un giorno il mio amico Spiz durante una pausa in camerino mi disse:
"E' incredibile come i beni materiali riescano a riempire i vuoti interiori...".
Sacrosanta verità.
Anche se per pochissimo tempo.
Però ci riescono, e non è poco.


sabato 3 novembre 2007

Quesiti del sabato pomeriggio

Ciao a tutti! Oggi francamente non mi sento in vena di perdermi in dedali di riflessioni acute od elucubrazioni sulla caducità umana, od ancora indugiare su aporesi esistenziali per tentare di carpirne invano la semantica. Per cui oggi vi parlerò dei miei capelli.
Anzi. Partirò proprio con un quesito che mi attanaglia da questo pomeriggio.
E cioè: "Perchè se entro in un negozio di forniture per parrucchieri NON TROVO i prodotti che usa il mio parrucchiere???". Allora non è un negozio. E' una menzogna con l'insegna al neon.
Correggetemi se sbaglio.
Se io vado ai mercati generali, al mattino presto, trovo la frutta che di lì a poco avranno tutte le frutterie, no? Perchè i mercati generali RIFORNISCONO le frutterie.
E allora perchè nessun negozio di forniture per parrucchieri (oggi pomeriggio ne ho girati tre) ha la cera per capelli OPACA che ha il mio parrucchiere?! Dove li prende i prodotti il mio parrucchiere? Su Saturno? No, perchè sembra che a Roma vendano solo cera lucidante, cera luminescente, cera sbrilluccicosa, cera shining, ma NIENTE CERA OPACA. E a me di andare in giro come in Grease sinceramente non va.
Per la Compagnia Della Rancia lo farei. Ma così a buffo no.
Oltretutto in uno di questi tre negozi mi è successa una cosa curiosa. Entro, dico buonasera, il tempo di fare cinque o sei passi e il tipo alla cassa mi fa: "Cerchi della cera per capelli?". Ora ditemi voi come ha fatto a indovinare. No perchè io le sto pensando tutte...
Ecco le ipotesi finora più plausibili:
1. Stavo pensando così intensamente alla cera per capelli che la mia testa aveva preso le sembianze di un enorme barattolone di cera, e io non me n'ero accorto;
2. La commessa del primo negozio dove sono andato a chiedere ha fatto un giro di telefonate a tutti i rivenditori di Roma per metterli al corrente che sarei passato a chiedere la cera;
3. Il tipo che ha indovinato era in realtà il mio parrucchiere, mascherato e insano di mente, che ha deciso di prendersi gioco di me per poi uccidermi a colpi di phon sul cranio, mentre dormo;
4. Io ho un sosia, che vive la mia stessa vita posticipata però di un'ora (come i canali Fox su Sky), per cui quando sono passato in quel negozio in realtà c'ero già entrato un'ora prima. Io però non me ne rendo conto;
5. I miei capelli parlano, ed esternano le loro necessità. E in quel momento necessitavano di cera.
Voi avete altre ipotesi? Fatemi sapere...
Buon fine settimana!

domenica 7 ottobre 2007

Metafore gioconde (Interlude)


Questa è "La Gioconda", di Leonardo Da Vinci. Ovviamente non è quella vera, è un'immagine che la rappresenta, come le illustrazioni nei nostri libri di scuola. Non è la vera Gioconda, quindi, ma una Gioconda "falsa", che però all'interno di un libro illustrato, in cui tutti i quadri che troviamo sono dei "falsi", è a suo modo vera. In quell'ambito (l'ambito del libro illustrato) nessuno degli altri quadri può muoverle l'accusa di non essere "vera".

La Gioconda di Leonardo si trova a Parigi, nel museo del Louvre. Lo sapppiamo perchè l'abbiamo letto sul libro di scuola.

Molti visitatori, la maggioranza di essi per la precisione, una volta arrivati al Louvre e trovatisi al cospetto della vera Gioconda sono rimasti un po' delusi. Hanno pensato: "ma è incredibilmente piccola... me l'aspettavo più grande". In effetti, il dipinto misura 77x53 centimetri. E' praticamente un Bristol.

Eppure sul libro di scuola c'era scritto. Voglio dire, nella didascalia in basso, oltre al museo dove si poteva ammirare, c'erano scritte anche le dimensioni effettive del quadro. Però non gli abbiamo dato peso. Nel momento in cui ci siamo innamorati di quell'opera, grazie a quell'immagine "falsa" di essa, avevamo sotto gli occhi anche il suo aspetto "deludente"(le dimensioni ridotte), ma non ci abbiamo fatto caso, o non abbiamo voluto vederlo. Bastava solo sforzare minimamente gli occhi e finire di leggere la didascalia, e l'avremmo saputo.

Allora di chi è la colpa della nostra delusione, se è giusto che ci sia una colpa?

Di quell'immagine sul libro, falsa e artefatta, che ci ha fatto innamorare di un'idea sbagliata?
O nostra, che ci siamo voluti innamorare di quell'idea, senza sforzarci di conoscere la realtà nella sua completezza?
Forse una colpa non c'è. E' semplicemente così che vanno certe cose e non è colpa di nessuno.

Ora, lungi da me trovare per ogni singola riga che ho scritto una metafora di certi meccanismi della vita...........però..............fate voi.

Ciao a tutti, alla prossima! :)

lunedì 17 settembre 2007

...dov'eravamo rimasti?

Ciao a tutti!
Lo so, sono imperdonabile, torno oggi ad aggiornare il blog dopo due settimane di latitanza...
Dovete scusarmi, ma sono rimasto bloccato in un aeroporto, costretto a vivere lì, non potendo entrare in Italia, e non potendo neppure tornare al mio paese a causa dello scoppio di una guerra civile. Già sentita? D'accordo, ho fregato le gesta a Tom Hanks, ad ogni modo gli aeroporti c'entrano davvero qualcosa con la mia assenza.
Comunque...
Eravamo rimasti alla fine delle riprese di "Vite in scatola", e vi avevo annunciato l'imminente montaggio del corto in questione. Beh, un par de palle, come mi suggerisce Isabelle Huppert. Infatti, a causa delle prove che quotidianamente ci vedono impegnati, non abbiamo ancora trovato il tempo per iniziare il montaggio, con grande rammarico, perchè tutti vorremmo presto vedere questa nuova "creatura" bella e finita... Ma dopo il debutto (lunedì prossimo) avremo sicuramente il tempo necessario per lavorarci su.
Ah, a proposito di spettacoli e di novità, torniamo al Teatro Duse!!! Apriremo la stagione con lo spettacolo "La collezionista di farfalle", ma di questo ve ne parlerò in seguito.
Tornando al cortometraggio (sto saltando di palo in frasca, ma da una mente dissociata come la mia cosa vi aspettavate?), il Giovine Giovinastro sarà felice di sapere che ho ultimato il montaggio del backstage! Ne fornisco i dati tecnici:
- formato 16:9 PER TUTTA dico TUTTA LA DURATA DEL FILMATO;
- durata totale: 1 h, senza intervalli per mingere o comprare popcorn;
- immagini a colori, con incursioni occasionali del seppia e del bianco e nero virato in blu (me coioni, come asserisce Catherine Deneuve);
- musiche: parto, con le migliori intenzioni, con "Such great heights" da Grey's Anatomy, per spappardellarmi però quasi da subito sulla colonna sonora di Dawson's Creek, dove trovo il mio habitat naturale (che vuoi farci, per un backstage è perfetta);
- stile del backstage: molto simile a quello dello scorso anno, con la divisione in giornate di lavorazione e il montaggio finale su canzone energica e melensa al punto giusto.
Intanto, per quanto riguarda il piano personale, diciamo che il giovane Holden Caulfield è nel pieno del suo cammino, e sta imparando diverse cose... Una su tutte, che a volte portare avanti la propria coerenza a tutti i costi può essere del tutto inutile. Prima di farlo è meglio chiedersi se ne vale davvero la pena. Ci si guadagna in salute e in eleganza :)
...e ora vado a saccheggiare la filmografia di Tom Hanks per trovare qualche scusa per la prossima latitanza.
A presto!

giovedì 16 agosto 2007

Metafore a colazione

La mia macchinetta del caffè ha la guarnizione rotta. E credo che anche il filtro di per sé non funzioni alla grandissima...
Stamattina, una volta che l’acqua ha raggiunto il grado di ebollizione, il caffè ha cominciato ad uscire. Però ne è uscito metà. O meglio, fino a metà è uscito velocemente, poi il flusso si è arrestato di colpo, e da lì in poi sono cominciati solo sporadici zampilli di modesta portata, a intervalli di tempo sempre più lunghi. A quel punto le scelte possibili erano due.
Uno. Spegnere la macchinetta a metà, e accontentarmi del caffè uscito, senza poterne mettere dell’altro da parte per berlo successivamente. E senza sapere mai quanto ancora ne sarebbe uscito e che gusto e aroma avrebbe avuto.
Due. Non accontentarmi, e aspettare pazientemente finchè non fosse uscito tutto, con speranza e un certo spirito di avventura. Con il rischio di bere, dopo tanta attesa, un caffè che sa di bruciato, perché ha bollito troppo.

Ora, lungi da me voler trovare in questo episodio una metafora esistenziale.
Però.... fate un po’ voi.
Ah, per la cronaca ho scelto di non aspettare: ho spento, ho bevuto e ‘fanculo alla guarnizione.
Che qualcosa stia cambiando sul serio? :)
A presto!

sabato 11 agosto 2007

...Always take the weather with you...

È nuvoloso e piove. Non so voi ma a me la pioggia estiva piace.
Sono nato a fine agosto, e di quel periodo dell’anno mi porto dentro i brividi degli acquazzoni improvvisi, la malinconia dell’estate che finisce e l’incognita del futuro prossimo, ma anche le domeniche assolate e fresche in cui si ritorna nei luoghi di vacanza, e le mille promesse fatte per non essere mantenute.
Stanotte, quasi come una premonizione, ho sognato Londra. Sono passati quasi due anni da quel breve viaggio, e la voglia di tornarci è davvero tanta, così come la voglia di viverci, anche solo per poco tempo (ma probabilmente questo è un altro treno che ho perso quando era il momento, quando cioè potevo approfittare dell’Erasmus e lasciare l’Italia senza perdermi niente).
Ho sognato che uscivo, di mattina, e andavo a fare colazione da Starbucks, con un Cappuccino Maxi e un Cookie gigante. Guardavo fuori dal finestrone una città così diversa dalle mie origini, ma che sentivo così incredibilmente affine a me.
Stamattina giravo per casa e pensavo a mille cose. Fuori, il meteo sembrava restituirmi lo stesso cielo del sogno londinese, così ho optato per farmi un altro cappuccino, con scadenti biscotti al cioccolato del discount. Ma stavolta niente Cappuccino Maxi: sapevo che avrei finito di digerirlo a Santo Stefano e così ho ridotto la dose.
Oggi mi godo la giornata uggiosa, e continuo a chiedermi quando finirò di leggere “Non buttiamoci giù” di Nick Hornby, libro fermo da più di tre mesi sulla mia scrivania.
Alla prossima ;)